Guida ai prestiti per cattivi pagatori con cessione del quinto 2017

Prestiti per cattivi pagatori 2017

Ottenere un finanziamento nell’attuale clima di crisi economica e precarietà del mercato del lavoro non è semplice. Il quadro diviene ancora più difficile qualora il richiedente abbia avuto dei problemi nel rimborso di precedenti prestiti, ossia se risulta iscritto nel registro dei cosiddetti “cattivi pagatori”. Soggetti che però possono ricorrere ai prestiti per cattivi pagatori con cessione del quinto.

Prima di parlare delle condizioni applicate ai prestiti per cattivi pagatori con cessione del quinto però è necessario fare il punto su chi sono i cattivi pagatori. A differenza di quello che si potrebbe pensare infatti lo status di cattivo pagatore è una condizione che si raggiunge anche solo ritardando il pagamento di alcune rate.

Ritrovarsi iscritti nei database SIC come cattivi pagatori infatti è più semplice di quanto credano in molti. Senza contare che la segnalazione permane per diverso tempo.

L’iscrizione di un nome nelle liste dei “cattivi pagatori” può permanere fino a tre anni dal momento in cui si conclude il finanziamento. Lo status di cattivo pagatore determina, agli occhi degli enti erogatori, una elevata probabilità di insolvenza e ciò determina, nella maggior parte dei casi, il rifiuto da parte degli istituti bancari della domanda di finanziamento.

Registrazione e cancellazione dati SIC

Ma come avviene la segnalazione nei database SIC? Banche e finanziarie inviano ai database SIC (Sistemi Informazioni Creditizie) italiani ogni mese. Dati che riguardano sia le richieste di prestito accettate dagli istituti, che quelle rifiutate e ritirate. Ovviamente oltre alle richieste, i dati comunicati al SIC interessano anche il rimborso delle linee di credito in corso.

Una volta trasmessi, i dati rimangono in memoria per un certo periodo di tempo, a seconda del tipo di segnalazione. Nello specifico, sono previsti i seguenti tempi di conservazione.

  • 6 mesi in caso di domanda di finanziamento in corso di valutazione​;
  • 1 mese per le domande di prestito rinunciate o rifiutate;
  • ​36 mesi per i finanziamenti che sono stati rimborsati regolarmente;
  • 12 mesi per i ritardi relativi a 1 o 2 rate mensili;
  • 24 mesi per i ritardi riguardanti 3 o più rate mensili;
  • 36 mesi per i finanziamenti non rimborsati o che presentano gravi morosità.

I dati registrati nei database SIC quindi non riguardano solo i prestiti che presentano irregolarità nel pagamento delle rate, ma anche quelli che sono stati rimborsati con regolarità. Un dato che dobbiamo tenere in considerazione quando andiamo ad affrontare la questione della cancellazione dei dati SIC.

La cancellazione dei dati positivi è sempre possibile e può essere richiesta gratuitamente rivolgendosi alla banca o finanziaria con la quale si è contratto il finanziamento cui si fa riferimento. In alternativa è possibile richiedere la cancellazione contattando la società che si occupa della gestione dei propri dati SIC (la principale in Italia è CRIF).

Diversa invece la quesitone per i dati negativi. Una volta trascorsi i tempi di conservazione, i dati negativi vengono cancellati automaticamente. Di conseguenza non è necessario richiedere la cancellazione, che non potrà comunque avvenire prima che sia trascorso il periodo previsto per la conservazione.

La cessione del quinto

La ragione del perché gli istituti di credito siano poco propensi a concedere prestiti a chi è segnalato come cattivo pagatore è ovviamente riconducibile al fatto che questo soggetto viene considerato poco affidabile. Motivo per cui solitamente i prestiti per cattivi pagatori prevedono interessi più alti rispetto a quelli applicati ai tradizionali prestiti personali.

Malgrado le difficoltà evidenziate, esiste una soluzione anche per cattivi pagatori e pignorati: i prestiti per cattivi pagatori con cessione del quinto. Scopriamone le caratteristiche e soprattutto come ottenerli.

Chi può ottenerli

L’elemento distintivo di questi prodotti finanziari è proprio la cessione del quinto. Si tratta di un tipo di finanziamento che prevede la trattenuta alla fonte della rata mensile, che non può eccedere un quinto di stipendio o pensione. I beneficiari sono infatti dipendenti, meglio se dispongono di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, e pensionati.

 

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Tuttavia è necessario precisare che non tutti i pensionati possono ottenere prestiti per cattivi pagatori su cessione del quinto. Non hanno accesso a questo tipo di finanziamento i titolari delle seguenti prestazioni previdenziali.

  • invalidità civili;
  • assegni per l’assistenza ai pensionati;
  • pensioni e assegni sociali;
  • assegni di sostegno al reddito;
  • assegni al nucleo familiare.

Ricordiamo che per le pensioni con contitolarità, la cessione del quinto può essere concessa solo per la quota di pertinenza del richiedente.

Come avviene il rimborso

Ora che abbiamo visto chi può ottenere i prestiti per cattivi pagatori con cessione del quinto, passiamo alla questione del rimborso. Come suggerisce il nome le rate di ammortamento non sono versate dal beneficiario, bensì decurtate alla fonte.

La rata quindi è trattenuta dalla prestazione mensile (stipendio o pensione) dal datore di lavoro o dall’ente previdenziale ed è versata all’istituto erogatore. Le somme fornite non possono eccedere i 60 mila euro, mentre il piano di rimborso può raggiungere le 120 rate mensili.

Se il cliente può contare su un contratto a tempo determinato, la durata di quest’ultimo deve essere superiore al piano di ammortamento del finanziamento. In ogni caso il richiedente andrà a sottoscrivere un assicurazione che a proteggere l’istituto erogatore nell’eventualità di morte o perdita del lavoro del cliente.

Qualora il beneficiario del finanziamento sia un dipendente di un’impresa privata, la compagnia assicurativa può pretendere altri requisiti che interessano l’impresa (tipologia di società, numero dipendenti, eccetera). Non solo, dal punto di vista dei requisiti, il dipendente potrebbe essere chiamato a fornire il trattamento di fine rapporto accumulato.

La rata rimane la stessa per l’intero periodo di rimborso e non potrà mai superare un quinto di stipendio o pensione, ciò significa che la somma fornita al cliente dipende in misura diretta dall’assegno mensile percepito. Se il beneficiario è un dipendente, il suo datore di lavoro, figura incaricata di trattenere la rata e di versarla alla banca o finanziaria scelta, non può opporsi al procedimento di cessione del quinto.

Le migliori offerte 2017

Ma chi eroga prestiti per cattivi pagatori con cessione del quinto? La cessione del quinto è una delle soluzioni di prestito tra le più diffuse nel nostro Paese. Sono moltissime quindi le banche e società finanziarie che erogano prestiti contro cessione del quinto della pensione o dello stipendio.

Tra le offerte più vantaggiose del momento troviamo i prestiti per cattivi pagatori con cessione del quinto di Findomestic. Al momento è in corso una promozione che vede la concessione di un prestito pari a 13 mila euro.

Somma che deve essere rimborsata con un piano di ammortamento che si estende per 120 mesi. La rata mensile da corrispondere è pari a 144 euro, mentre il tasso di interesse (Tan) è fisso al 5,95%. Il Taeg invece si attesta al 6,11%.

Per quanto riguarda l’offerta riservata ai pensionati, Findomestic propone un prestito su cessione del quinto con importo pari a 12 mila euro da rimborsare con 120 rate da 136 euro l’una. Tan e Taeg sono fissi rispettivamente al 6,46% e al 6,65%.

Molto interessante anche l’offerta di Compass che eroga prestiti su cessione del quinto dello stipendio o della pensione con importi che possono anche superare i 75 mila euro. Non sono previste spese di intermediazione e i pensionati possono accedere al credito anche oltre i 70 anni.

Per maggiori informazioni sui prestiti basati sulla cessione del quinto, vi invitiamo a visitare il portale specializzato cessione-quinto.com.