Cosa stabilisce il Regolamento Prestiti Inpdap 2018

Cos’è e cosa stabilisce il Regolamento Prestiti Inpdap

I prestiti Inpdap sono finanziamenti a condizioni agevolate dedicati ai dipendenti e pensionati pubblici. Concessi dall’ente previdenziale tramite un apposito Fondo Credito, questi prodotti sono regolati dal Regolamento Prestiti Inpdap 2018.

È questo infatti il documento che contiene tutte le direttive stabilite dall’Inpdap per la concessione dei prestiti. Nonostante la soppressione dell’ente previdenziale, assorbito dall’Inps nel 2012, le condizioni dei finanziamenti agevolati Inpdap sono pressoché invariate.

È per questo che si parla di Regolamento Prestiti Inpdap 2018, anche se sarebbe più corretto parlare di prestiti Gestione Dipendenti Pubblici Inps. È questo infatti l’ufficio a cui devono fare riferimento i dipendenti e pensionati pubblici che desiderano ottenere finanziamenti di questo tipo.

Prima di passare in rassegna le principali informazioni contenute nel Regolamento Prestiti Inpdap 2018 dobbiamo ricordare che questo fa riferimento solo ai prestiti diretti. Prodotti erogati tramite la Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali istituita presso l’Istituto. Le condizioni dei prestiti Inpdap garantiti sono infatti stabilite dalle convenzioni sottoscritte dall’ente con banche e finanziarie.

Condizioni dei piccoli prestiti Inpdap regolamento

Il Regolamento Prestiti Inpdap 2018 si compone di tre sezioni: una relativa ai piccoli prestiti, una sui prestiti pluriennali e una in cui viene trattata, brevemente, la questione dei ricorsi. In allegato troviamo anche la tabella delle aliquote del Fondo Rischi Inps.

Fatta questa premessa, iniziamo a parlare dei piccoli prestiti Inpdap e delle relative disposizioni stabilite dal Regolamento Prestiti Inpdap 2018. Prodotti accessibili a tutti i dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.

I piccoli prestiti possono essere annuali, biennali, triennali o quadriennali. Questi finanziamenti consentono l’accesso a somme relativamente basse. Per ogni anno di durata del prestito è possibile infatti richiedere una somma pari a una mensilità media netta di stipendio o di pensione percepita.

La somma finanziabile aumenta se il richiedente non ha già in corso ritenute per cessioni del quinto sullo stipendio o sulla pensione. In tal caso è possibile richiedere prestiti in doppia mensilità, ovvero con importo massimo finanziabile pari a due mensilità medie nette per ogni anno di durata. Per i pensionati vige il limite del quinto cedibile.

Sull’importo lordo del finanziamento si applica un Tan del 4,25%, nonché una ritenuta pari allo 0,50% a titolo di spese di amministrazione. Prevista a che una ritenuta alla fonte per il premio del Fondo Rischi Inps, definito in base alle misure percentuali previste dall’ente.

Prestiti pluriennali Inpdap regolamento 2018

I prestiti pluriennali sono invece prestiti pensati per agevolare quanti si trovano a dover far fronte a spese importanti. Possono durare 5 o 10 anni. Le rate hanno cadenza mensile e non possono eccedere un quinto dello stipendio o della pensione netta. A tal proposito si fa riferimento solo agli emolumenti aventi carattere continuativo e fisso.

I prestiti pluriennali prevedono un tasso di interesse del 3,5%. Sull’importo lordo del finanziamento si applica anche una ritenuta dello 0,50% per gli oneri amministrativi. Prevista anche l’applicazione di un’aliquota per il calcolo del premio per il Fondo Rischi Inps.

La somma finanziabile varia in funzione della finalità del prestito. Nel Regolamento Prestiti Inpdap 2018 sono infatti indicate tutte le finalità ammesse per i prestiti pluriennali e, quando previsti, i relativi tetti per l’importo finanziabile.

Per quanto attiene ai beneficiari per l’accesso al credito, a differenza di quanto accade con i piccoli prestiti sono necessari diversi requisiti. Oltre all’iscrizione alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, il richiedente deve vantare almeno quattro anni di anzianità di servizio utile ai fini della pensione e almeno quattro anni di contributi versati presso la predetta Gestione unitaria.

Per i dipendenti pubblici è richiesta la presenza di un contratto di lavoro tempo indeterminato. Tuttavia possono ottenere i finanziamento anche quanti sono titolari di contratti di lavoro a tempo determinato.

In questo caso però il contratto deve avere una durata di almeno tre anni e il prestito deve risultare estinguibile nell’arco di vigenza del contratto. Per i dipendenti a tempo determinato vige l’obbligo di cedere il TFR a garanzia del prestito.

Finalità dei prestiti Inpdap pluriennali 2018

Riportiamo di seguito tutte le finalità ammesse dall’Inpdap per i prestiti pluriennali diretti.

Per i prestiti quinquennali abbiamo:

  • Rapina, furto, incendio
  • Calamità naturali (terremoti, alluvioni, ecc.)
  • Trasloco per esigenze familiari o per trasferimento presso un’altra sede di lavoro del richiedente
  • Lavori condominiali nella casa in proprietà e di residenza del richiedente
  • Spese per l’installazione di impianti di energia rinnovabile nella casa di residenza del richiedente
  • Manutenzione ordinaria per la casa di residenza, di cui il richiedente è proprietario o usufruttuario oppure in cui convive con i genitori proprietari o usufruttuari
  • Acquisto di autovettura per il richiedente
  • Acquisto di autovettura modificata, carrozzella ortopedica per soggetti portatori di handicap o di protesi di elevato costo
  • Nascita, adozione (anche internazionale) o affidamento preadottivo di uno o più figli
  • Protesi dentarie e/o cure odontoiatriche riferite al richiedente, al coniuge o a un figlio a carico
  • Malattia del richiedente
  • Decesso di un familiare
  • Matrimonio del richiedente o del figlio
  • Iscrizione e frequenza a corsi post laurea con durata pari ad almeno due anni del richiedente, del coniuge o di un figlio
  • Casi eccezionali non rientranti tra le motivazioni sopra citate, ma socialmente rilevanti.

Per i prestiti decennali sono concessi per:

  • Acquisto della casa destinata a residenza del richiedente
  • Riscatto di case popolari o riscatto di alloggi di proprietà di enti pubblici già condotti in locazione
  • Acquisizione di una casa in cooperativa o da una cooperativa costituita da locatari di abitazioni di proprietà di enti pubblici in corso di dismissione
  • Costruzione della casa destinata a residenza
  • Anticipata estinzione o riduzione di un mutuo ipotecario sottoscritto con istituti di credito o società finanziarie, a qualsiasi titolo, dal richiedente o dal coniuge
  • Manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, risanamento conservativo o restauro e della casa di proprietà o in nuda proprietà
  • Malattie gravi di componenti del nucleo familiare del richiedente
  • Casi eccezionali non rientranti tra le motivazioni sopra citate, ma socialmente rilevanti.