prestiti dipendenti pubblici calcolo rata
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Guida alla simulazione prestiti dipendenti pubblici calcolo rata online

Prestiti per dipendenti pubblici 2017

Nell’accesso al credito i dipendenti pubblici possono contare su un requisito essenziale: la certezza di una busta paga, espressione, nella maggior parte dei casi, di un contratto a tempo indeterminato. Per questo, se non si vogliono fornire garanzie aggiuntive oltre lo stipendio, conviene richiedere finanziamenti su cessione del quinto. Scopriamo come funzionano questi finanziamenti e come simulare prestiti dipendenti pubblici calcolo rata.

Vediamo anzitutto di inquadrare questa formula di finanziamento da un punto di vista normativo. La cessione del quinto è un finanziamento che fa riferimento al DPR 180/50, si tratta di un’opportunità di cui può fruire qualunque dipendente o pensionato. Stiamo parlando di una linea di credito che rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati.

Ciò significa che l’utente può conseguire la liquidità oggetto della linea di credito senza dover fornire indicazioni o giustificativi di spesa in merito alla finalità di utilizzo. I potenziali beneficiari, oltre i dipendenti pubblici, sono anche quanti afferiscono al settore privato (inclusi i pensionati).

Come funziona la cessione del quinto

Come lascia intendere la stessa denominazione di “cessione del quinto”, l’entità della rata non può eccedere 1/5 dell’assegno mensile netto del beneficiario. Il processo di rimborso si realizza in automatico, la rata è infatti trattenuta direttamente dal datore di lavoro o dall’ente previdenziale di riferimento. Sono quest’ultimi a fornire le somme oggetto della rata all’istituto di credito che accorda il finanziamento.

Date le sue caratteristiche la cessione del quinto implica un minimo rischio insolvenza e permette di conseguire liquidità a fronte dell’unica garanzia dello stipendio o pensione. Dal punto di vista assicurativo, invece, sono contemplate due coperture, una che interessa la salute e l’altra la perdita dell’impiego.

Calcolare la rata mensile

E veniamo alla questione centrale del nostro approfondimento: prestiti dipendenti pubblici calcolo rata. Il primo passaggio per conoscere la massima rata che si può sostenere consiste nel prendere in considerazione lo stipendio netto, che va diviso per cinque. Il risultato sarà l’entità che può raggiungere la rata del finanziamento.

A questo punto dovremo moltiplicare il valore della rata per il periodo di rimborso, che può raggiungere i dieci anni (120 mesi). Avremo così il cosiddetto “montante”, ossia la somma che comprende il capitale e gli interessi che si dovranno restituire all’ente erogatore.

Acquisito il montante, a questo andranno detratti tutti gli oneri che sono previsti dalla linea di credito considerata (spese relative all’istruttoria pratica, costi espressione delle copertura assicurativa, eccetera). Avremo in questo modo la somma che può essere richiesta e rimborsata.

Facciamo un esempio pratico. Per uno stipendio netto di 1.500 euro, la rata sarà di 300 euro. Se il piano di ammortamento è strutturato in sei anni, il montante sarà di 21.600 euro. Considerando un tasso di interesse del 5% e 1.504 euro di spese, avremo una somma netta di cui potrà fruire il cliente pari a poco meno di 14 mila euro.

Prestiti Inps dipendenti pubblici

Ora che abbiamo visto come calcolare la rata di un prestito su cessione del quinto dello stipendio, passiamo ai finanziamenti concessi direttamente dall’Inps. Si tratta di prodotti a condizioni agevolate che consentono ai lavoratori afferenti alla Gestione ex Inpdap dell’Inps di ottenere credito a tassi di interesse agevolati.

Nello specifico, i prestiti per dipendenti pubblici erogati dall’Inps si dividono in due categorie: piccoli prestiti e prestiti pluriennali. Nel primo caso, si tratta di prestiti personali che consentono di accedere a somme relativamente basse. Importi con i quali è possibile far fronte a spese familiari o impreviste.

I prestiti pluriennali invece rientrano nella categoria dei prestiti finalizzati. A differenza dei piccoli prestiti, sono concessi esclusivamente per rispondere a specifiche necessità. Queste però devono rientrare tra le casistiche previste dal Regolamento Prestiti Inps, disponibile sul sito ufficiale dell’Inps. Ma vediamo nel dettaglio requisiti, importi e tassi previsti per i prestiti dipendenti pubblici calcolo rata.

Il piccolo prestito

Iniziamo dai piccoli prestiti Inps ex Inpdap. Come già accennato, si tratta di prestiti personali caratterizzati da importi piuttosto bassi. Il piano di ammortamento può durare 12, 24, 36 o 48 mesi.

La somma finanziabile invece varia a seconda della durata del prestito e dell’entità dello stipendio mensile percepito dal richiedente. Nello specifico, è possibile ottenere una somma pari a una mensilità media netta di stipendio per ogni anno di durata del prestito.

Cosa significa? In pratica un dipendente pubblico con uno stipendio mensile netto pari a 1000 euro potrà ottenere un prestito biennale con importo pari a 2 mila euro. Scegliendo un prestito con durata triennale invece potrà ottenere 3 mila euro.

A determinate condizioni è possibile anche ottenere piccoli prestiti in doppia mensilità. Opzione che prevede una somma erogabile doppia rispetto agli esempi che abbiamo appena visto. In tal caso quindi lo stesso dipendente pubblico potrà ottenere un piccolo prestito biennale con importo pari a 4 mila euro.

Il tasso d’interesse è sempre fisso al 4,25%. Le rate hanno cadenza mensile e importo costante. Oltre al Tan, il beneficiario del finanziamento deve anche far fronte ad altri oneri. Sono infatti previste delle spese di amministrazione, pari allo 0,5% dell’importo lordo del finanziamento.

È necessario inoltre pagare il premio per il Fondo Rischi dell’Inps. Questo varia a seconda della durata del finanziamento e dell’età del richiedente. Per conoscere le aliquote applicate al Fondo Rischi Inps è possibile consultare la relativa tabella, allegata alla fine del Regolamento Prestiti ex Inpdap (sul sito inps.it).

A chi sono rivolti i piccoli prestiti? Possono ottenere il finanziamento esclusivamente i dipendenti pubblici che sono iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Fondo Credito attraverso il quale l’Inps eroga i prestiti agevolati.

Finanziamenti pluriennali

I prestiti pluriennali invece sono prodotti che consentono di affrontare specifiche esigenze personali e familiari dei dipendenti. Spese che devono rientrare tra le casistiche indicate nel Regolamento Prestiti Inps.

Importo finanziabile e durata del piano di ammortamento variano in base alla spesa che si desidera sostenere. Anche in questo caso si fa riferimento a quanto indicato da Regolamento Prestiti. Va tuttavia precisato che mentre le somme erogabili sono variabili, per il piano di ammortamento sono previste solo due pezzature: 5 o 10 anni.

Le rate hanno cadenza mensile e i pagamenti hanno inizio il secondo mese dopo la concessione del capitale. Per quanto attiene al tasso d’interesse, come accade per i piccoli prestiti, i prestiti pluriennali prevedono un Tan fisso al 3,5%.

Tasso che rimane invariato a prescindere da durata e importo del finanziamento. Anche in questo caso è necessario tenere conto, oltre al tasso, dell’impatto che hanno le spese di amministrazione e il premio per il Fondo Rischi Inps.

Passiamo quindi alla questione dei requisiti. Mentre per i piccoli prestiti è sufficiente essere iscritti alla Gestione Unitaria dell’Inps, i prestiti decennali e quinquennali richiedono anche la presenza di altri elementi.

Innanzitutto è richiesta un’anzianità di servizio utile ai fini della pensione pari ad almeno quattro anni. Necessario anche un versamento contributivo presso la Gestione Unitaria, anch’esso pari ad almeno quattro anni.

Sebbene non sia un requisito indispensabile, è preferibile la presenza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. In caso contrario il beneficiario dovrà vantare un contratto con durata pari ad almeno 3 anni. E il finanziamento deve risultare estinguibile nell’arco di vigenza del contratto di lavoro. Ma passiamo alla questione prestiti dipendenti pubblici calcolo rata

Simulazione prestiti Inps

Ora che abbiamo visto nel dettaglio le condizioni e gli importi dei finanziamenti agevolati Inps ex Inpdap, vediamo come effettuare una simulazione online prestiti dipendenti pubblici calcolo rata.

Operazione che è diventata particolarmente semplice grazie al calcolatore messo a disposizione a inizio 2016 dall’Inps. Si tratta di un sevizio online, accessibile a tutti gli utenti, che consente di orientarsi nell’offerta dei prestiti Inps.

Il funzionamento dell’applicazione web prestiti dipendenti pubblici calcolo rata è piuttosto intuitiva. L’utente inserisce i dati relativi alla data di nascita e allo stipendio mensile percepito, dopodiché il sistema propone tutte le soluzioni di prestiti Inps ex Inpdap a lui accessibili. Sono quindi proposti sia i piccoli prestiti che quelli pluriennali.

Ricordiamo inoltre che il servizio prestiti dipendenti pubblici calcolo rata consente di scegliere tra tre modalità di calcolo:

  • simulazione prestito
  • simulazione prestito per rata ideale
  • simulazione prestito per importo specifico.

Ma come raggiungere il servizio? Anche in questo caso la procedura è semplice. basta collegarsi con l’home page del sito inps.it ed effettuare una ricerca tramite l’apposita barra, posta in alto a destra.

Qui inserire il testo “simulazione prestiti dipendenti pubblici”. Il sito ci rimanderà quindi ad una serie di servizi, tra cui quello di nostro interesse, denominato: “Gestione dipendenti pubblici: simulazione calcolo piccoli prestiti e prestiti pluriennali”.