segnalazione crif
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Come funziona la segnalazione Crif e come cancellare i dati negativi

La segnalazione Crif può portare a delle difficoltà nell’accesso al credito. Banche e società finanziarie sono infatti restie a concedere prestiti a chi ha alle spalle problemi di natura creditizia.

Cos’è il Crif

Per entrare nel dettaglio di cosa sia la segnalazione Crif è necessario considerare le caratteristiche di questa società. Crif che rappresenta il gruppo leader in Italia per quanto riguarda la gestione delle informazioni creditizie, grazie alla collaborazione di più di 3.000 banche dati in tutto il mondo.

Questo importantissimo apparato di dati rende la Crif il principale punto di riferimento per le realtà creditizie che, una volta ricevuta una richiesta di accesso al credito, vogliono avere le idee chiare sull’affidabilità creditizia del richiedente.

Prima di accordare un prestito o un finanziamento a un soggetto infatti banche e finanziarie controllano il suo profilo creditizio sui database Crif. E nel caso in cui risulti segnalato come cattivo pagatore l’accesso al credito può diventare più difficile. È questa quindi la ragione per cui la segnalazione Crif è così importante quando si desidera ottenere un nuovo finanziamento.

Che significa essere iscritti al Crif

Per capire fino in fondo come funziona la segnalazione Crif è necessario considerare che essere iscritti in queste banche dati non vuol dire per forza avere alle spalle una situazione negativa.

Negli archivi Crif si possono infatti trovare anche riferimenti positivi, in quanto non si tratta di una black list ma di un database dove vengono registrate tutte le operazioni di finanziamento, quindi anche quelle che sono andate a buon fine (i dati in merito parlano di circa il 95% del totale).

Questa doverosa specificazione ci porta a capire che la segnalazione Crif non è per forza qualcosa di negativo. Avere il proprio nome nelle banche dati associato a un’operazione andata a buon fine infatti è solo un valore aggiunto, del quale le banche e le società finanziarie tengono conto quando si sentono richiedere l’accesso al credito.

Le cose sono ovviamente diverse per gli iscritti come cattivi pagatori. Soggetti che devono affrontare un iter specifico per riabilitare la propria posizione creditizia e per tornare a richiedere prestiti senza il timore di sentirsi rifiutare l’istanza.

Cancellazione dati positivi e negativi

Ma come effettuare la cancellazione dei dati? Affrontando la questione della cancellazione dei dati Crif è necessario innanzitutto fare una distinzione tra dati positivi e negativi. Ovviamente quando si parla di dati positivi si fa riferimento a quelli relativi al regolare rimborso di un prestito. I dati negativi invece sono quelli che riguardano ritardi del rimborso o morosità.

I dati positivi possono essere cancellati in qualsiasi momento. Dato che si tratta di elementi che possono far propendere la banca per l’erogazione del prestito, però, è sempre sconsigliabile cancellare i dati positivi.

CRIF provvederà a cancellare tali dati nel giro di 90 giorni dalla data della richiesta. Il soggetto che presenta la richiesta di cancellazione dei dati riceverà una comunicazione con cui viene confermata l’avvenuta cancellazione.

Diversa invece la questione per quanto riguarda i dati negativi. Questi infatti possono essere cancellati solo a condizione che sia trascorso un determinato periodo di tempo. I tempi di conservazione dei dati variano però a seconda del tipo di segnalazione.

Nello specifico, se questa fa riferimento al ritardato pagamento di una o due rate, i dati sono conservati per 12 mesi mentre se il ritardo riguarda più di due mensilità i dati rimarranno in memoria nei database Crif per 24 mesi. Se invece si tratta di una grave morosità, la segnalazione rimane in vigore per 36 mesi.

In tutti i casi di segnalazione Crif la cancellazione del ritardo viene effettuata automaticamente dalla società. Non è quindi necessario che il soggetto inoltri la richiesta, questo però vale solo per i ritardi già sanati.

Come fare in caso di dati errati

Dobbiamo inoltre segnalare la possibilità per quanti hanno contratto o richiesto un finanziamento di modificare o cancellare gli eventuali dati errati. Cosa significa? Può capitare che nella trasmissione dei dati relativi a un prestito venga commesso un errore. Di conseguenza il beneficiario viene segnalato come cattivo pagatore pur avendo pagato con regolarità.

Ipotesi in cui è possibile per il beneficiario del prestito richiedere autonomamente la cancellazione o la modifica dei dati. Questa operazione non comporta costi.

Ovviamente per richiedere la modifica dei dati è necessario che il beneficiario del prestito sia convinto che i dati relativi alla sua posizione creditizia non siano stati trattati in modo conforme alla normativa di riferimento. In tal caso il beneficiario del prestito ha il diritto di richiedere gratuitamente la modifica o cancellazione di tali dati.

Come richiedere l’aggiornamento dei dati? Quanti desiderano ottenere la modifica dei dati errati possono scegliere di rivolgersi sia alla società che si occupa della gestione dei dati creditizi, in questo caso Crif, oppure alla banca o finanziaria che ha concesso il prestito.

È necessario però precisare che se ci si rivolge a un istituto di credito è possibile ottenere la modifica dei dati registrati nei database Crif in tempi brevi. Se invece ci si rivolge direttamente a Crif sono necessari tempi più lunghi affinché i dati possano essere modificati.

Questo perché Crif è solo il soggetto che si occupa di gestire il sistema di informazioni creditizie. Non può quindi modificare autonomamente i dati presenti nei Sistemi di Informazioni Creditizie che gestisce.

A seguito della richiesta di modifica dei dati errati il Crif richiede la verifica dei dati. Controllo che ovviamente prevede l’intervento della banca o finanziaria che ha concesso il prestito a cui si riferiscono i dati errati. Sono necessari almeno 15 giorni affinché sia possibile la modifica.

Tempi di conservazione dei dati

Come già accennato, la segnalazione Crif comporta dei tempi di conservazioni dei dati abbastanza rigidi. Cosa sapere in merito? Che tutto si basa sul codice deontologico della Crif. In generale, è possibile seguire questo schema per gestire il tutto:

  • Finanziamento in corso di valutazione: conservazione dei dati per 6 mesi dalla data di richiesta
  • Richiesta di finanziamento rifiutata: conservazione dei dati per un mese dalla data di rifiuto
  • Finanziamenti andati a buon fine: conservazione dei dati per 36 mesi dalla data di conclusione del piano di ammortamento
  • Ritardi di pagamento di 1/2 rate: conservazione dei dati per 12 mesi dopo la data di regolarizzazione del pagamento
  • Ritardo di pagamento di 2 o più rate: conservazione dei dati per 24 mesi dopo la data di regolarizzazione del pagamento
  • Prestiti non rimborsati: conservazione dei dati per 36 mesi dopo la naturale conclusione del piano di ammortamento

Revoca al trattamento dei dati

È necessario ricordare però che non tutti i dati relativi a prestiti e mutui possono essere registrati nei database gestiti da Crif. È possibile infatti per la società registrare solo i dati di quanti hanno dato il consenso al trattamento dei dati nell’ambito dei Sistemi di Informazioni Creditizie.

Ma se si sono riscontrati ritardi o problemi per quanto riguarda il rimborso delle rate del prestito, i dati attinenti al finanziamento possono essere registrati anche senza il consenso da parte del titolare del finanziamento.

Ricordiamo che la segnalazione Crif può essere comunicata dalla banca sia in fase di istruttoria del prestito, che in caso di ritardi. La segnalazione può avvenire anche nell’ambito delle comunicazioni periodiche alla clientela inviate dagli istituti di credito. Tuttavia è sempre possibile comunicare alla banca la propria volontà di revocare il consenso al trattamento dei dati personali.

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