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Imposta sostitutiva mutui: quando è applicata, a quanto ammonta

L’imposta sostitutiva mutui è uno dei tanti oneri che devono essere tenuti in conto quando si acquista casa. Come è chiaro dal nome stesso, questa voce di spesa sostituisce l’imposta di registro, quella ipotecaria e la tassa catastale. Viene applicata solo in alcuni casi. Vediamo assieme quali.

Imposte sostitutive sui mutui: in quali casi sono previste

L’applicazione dell’imposta sostitutiva mutui viene concretizzata solo quando la realtà che eroga il finanziamento è una banca o una finanziaria.

Questa voce di spesa è prevista anche nei casi in cui il mutuatario può usufruire delle agevolazioni fiscali riservate a chi acquista la prima casa d’abitazione.

Le regole in merito a quest’onere sono state modificate con il varo della Legge Finanziaria 2008. Cosa prevedono di preciso? Prima di tutto l’applicazione d’imposte sostitutive pari al 2% per i mutui finalizzati all’acquisto o alla ristrutturazione di un immobile non registrabile come prima casa.

La casistica è molto complessa e prevede un’imposta del 2% nei casi in cui l’immobile per cui si richiede il finanziamento è registrabile come prima casa ma sul contratto non ci sono dichiarazioni in merito.

Quando la suddetta dichiarazione è presente, invece, l’imposta applicata è pari allo 0,25%. Lo stesso valore va considerato in tutti i casi differenti da quelli sopra descritti.

Fondamentale è ricordare che del pagamento della voce in questione si occupa l’istituto di credito, che opera una trattenuta su quanto versato dal cliente.

Aliquota sostitutiva allo 0,25%: come orientarsi tra le indicazioni normative

Le leggi che regolamentano l’imposta sostitutiva mutui possono creare un po’ di confusione dal punto di vista operativo. A tal proposito è bene specificare che, sulla base delle indicazioni della Finanziaria 2008, l’aliquota dello 0,25% non è connessa alla richiesta specifica di agevolazioni per la prima casa.

Molto importante è sottolineare che il legislatore ha previsto delle sanzioni per chi mette in campo dichiarazioni mendaci per pagare l’imposta dello 0,25%.

Per fare un esempio concreto ipotizziamo il caso del mutuatario che presenta dichiarazioni false sul diritto alle agevolazioni per la prima casa. In questo frangente il fisco, quando viene a conoscenza della cosa, recupera la differenza pari all’1,75%.

Viene inoltre aggiunta un’ulteriore sanzione pari al 30% della succitata somma.

Come funzionano le imposte sostitutive

Per concludere questa breve guida dedicata all’imposta sostitutiva mutui è il caso di ricordare che l’applicazione di tale onere non dipende dalla presenza di garanzie. Ciò significa che è slegata da qualsiasi iscrizione ipotecaria sull’immobile oggetto di acquisto o di lavori di ristrutturazione.

Vale inoltre per tutti i contratti di durata superiore ai 18 mesi e non esonera dalle imposizioni sulle cambiali che sono state emesse per finanziamenti sia a medio sia a lungo termine. In questi casi le imposte di bollo sono pari al due per mille.

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