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Prestiti per autonomi: le alternative migliori per accedere al credito

Avere un’attività in libera professione e, di conseguenza, non percepire una busta paga non rappresenta un ostacolo per l’accesso al credito. Esistono infatti i prestiti per autonomi.

Prestiti cambializzati: come funzionano?

Quando si parla di prestiti per autonomi è naturale guardare ai finanziamenti cambializzati, prodotti accessibili anche a chi non ha una busta paga come garanzia di solvibilità principale. Questi prodotti si basano sulla necessità di firmare cambiali, titoli esecutivi che il cliente ha la possibilità di convertire in denaro.

Le cambiali hanno natura forzosa. Ciò vuol dire che in caso d’insolvenza la realtà che le ha emesse può rivalersi sui beni posseduti dal cliente, a prescindere dalla loro tipologia.

Come richiedere un prestito cambializzato: parliamo di garanzie

I cambializzati, soluzioni fondamentali quando si discute di prestiti per autonomi, possono essere richiesti anche da chi non ha una busta paga. Ciò non vuol dire che non siano necessarie garanzie in generale. Le regole in merito ci sono e variano a seconda della professione del cliente. I liberi professionisti devono presentare una polizza vita attiva da almeno due anni.

Le garanzie per i dipendenti prevedono invece il vincolo del TFR, che non può essere toccato fino alla fine del piano di ammortamento, che può durare fino a 120 mesi. Un cenno doveroso riguardo ai prestiti cambializzati va fatto parlando del tasso, che è fisso per tutta la durata del piano di rimborso ma più alto rispetto a quello di altri prestiti.

Per quale motivo? Per il semplice fatto che i cambializzati sono considerati prodotti a rischio in quanto accessibili anche da parte di chi non ha una busta paga o è iscritto alla Crif come cattivo pagatore o protestato.

Prestiti tra parenti: specifiche tecniche fondamentali

Quando si discute di prestiti per autonomi è possibile prendere in esame anche l’alternativa dei prestiti tra parenti. Legali in Italia, devono essere contraddistinti dalla trascrizione dettagliata del contratto, onde evitare fraintendimenti. Essenziale è anche non applicare un interesse, dal momento che, altrimenti, il prestito si configura come attività bancaria, un ambito che deve rispondere a specifiche regole.

Prestito con garante 2017: le regole da considerare

L’ultima alternativa che prendiamo in considerazione in merito ai prestiti per autonomi è la soluzione del garante. Richiedere un prestito ricorrendo a un terzo soggetto garante significa però avere chiare alcune regole fondamentali.

La prima riguarda l’importanza di scegliere una persona con una situazione economica solida, possibilmente un lavoratore a tempo indeterminato. La seconda è legata alla straordinarietà dell’intervento del garante. Il punto di riferimento principale per il rimborso delle rate deve infatti rimanere il beneficiario.

Da ricordare è anche che le realtà creditizie tendono a prediligere le richieste di accesso al credito che arrivano da chi dispone di una busta paga, considerata la principale garanzia di solvibilità.