Prestiti tra familiari, come evitare l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate

Come funziona il prestito tra familiari e perché si rischia l’accertamento

Spesso considerati operazioni al di sopra degli accertamenti fiscali, i prestiti tra familiari sono operazioni finanziarie e come tali soggette alla normativa vigente. Sebbene la legge italiana consenta lo scambio di denaro tra privati, e non obblighi le parti a redigere un contratto scritto, vi sono alcuni rischi collegati ai finanziamenti di questo tipo.

Primo su tutti la possibilità di incorrere nell’accertamento fiscale. Rischio che solitamente interessa il beneficiario del prestito. A fronte di una spesa particolarmente elevata, o considerata superflua, infatti l’Agenzia delle Entrate può avviare un accertamento fiscale, ipotizzando dei movimenti in nero.

Operazione che, se il prestito supera del 20% il reddito del beneficiario, può anche richiedere il ricalcolo delle somme dovute per il pagamento dell’Irpef. Senza contare le somme dovute per il pagamento delle sanzioni applicate dall’Agenzia delle Entrate.

Redazione del contratto di prestito 2018

Ma come tutelarsi dall’accertamento fiscale? Per sottoscrivere prestiti tra familiari senza correre rischi è necessario redigere un contratto di prestito. A tal proposito non è necessario rivolgersi ad un notaio, ma è sufficiente una scrittura privata.

Documento che le due parti possono redigere autonomamente, anche sfruttando i modelli che si trovano online. Nel contratto di prestito finanziatore e beneficiario stabiliscono tutte le condizioni di rimborso, indicando gli eventuali interessi applicati al prestito e le altre voci di spesa, se presenti.

Affinché la scrittura privata funga da garanzia dell’effettiva esistenza del prestito ed abbia valore legale, anche in caso di disguidi tra le parti in merito ai pagamenti, va apposta la data certa. Questa può essere indicata in più modi, tra i più semplici c’è l’invio del contratto all’altra parte per via Pec. In alternativa è possibile inviare il documento (anche a se stessi) con il servizio di posta cartacea tradizionale. Un’altra soluzione è quella di ricorrere al servizio online per la marca temporale.