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Prestito tra privati: come funziona e a chi rivolgersi

Prestito tra privati tassazione: l’aspetto fiscale

Il prestito tra privati, benché non ricopra un ruolo di primo piano nel sistema creditizio, è oggetto di interesse del legislatore. Questi infatti non solo tollera la cessione di liquidità a scopo speculativo tra soggetti privati, ma ha prodotto a riguardo una normativo tutto sommato abbastanza completa. Anche perché, almeno in questo caso, la composizione delle regole consente una più sicura esigibilità fiscale. Non a caso a ricoprire uno spazio importante sono proprio le indicazioni di carattere fiscale.

Prestito tra privati tassazione

Quali sono le tasse da pagare quando si realizza il prestito tra privati? In primo luogo, gli interessi vengono tassati proprio come quelli relativi ai finanziamenti erogati attraverso canali ufficiali. Secondariamente – e questo è un elemento di divergenza importante – si paga il bollo e l’imposta di registro, che equivale al 3% del capitale erogato. C’è da dire, infine, che gli interessi passivi non possono essere leva di detrazione fiscale.

È evidente che, a fronte di una tassazione elevata, si concretizza un risparmio sulla miriade di costi aggiuntivi e operativi che le banche impongono quando accordano liquidità. Dopotutto, devono mantenere una macchina enorme, mentre per il prestito tra privati basta una stretta di mano e un documento scritto (e firmato, ovviamente).

Ad alleggerire ulteriormente il carico intervengono due piattaforme che hanno fatto del prestito tra privati il protagonista del proprio modello di business. Sono piattaforme in grado di agevolare l’incontro tra privati e la stipula dei finanziamenti.

Prestito privati: le due piattaforme

Le due piattaforme rispondono al nome di Smartika e Prestiamoci. Ciascuna propone una metodologia differente e si rivolge a target, almeno parzialmente, diversi. La loro contemporanea presenza nel mercato non ha quindi innescato dinamiche particolarmente competitive.

Un punto in comune è comunque rappresentato dal fatto che non svolgono un ruolo di intermediazione. Sono semplicemente un luogo (ovviamente non fisico) nel quale domanda e offerte si incontrano. Certo con modalità diverse, magari anche con finalità diverse, ma alla fine il loro ruolo ha qualcosa di molto importante in comune: non gestiscono liquidità propria. E’ normale: se fosse altrimenti sarebbero delle banche.

Nello specifico Smartika mette in contatto i prestatori con gli aspiranti finanziati. Di entrambi, fornisce un rating, sul modello di Ebay. Segue anche le fasi successive al contatto, ma la sua funzione si ferma qui. Il suo punto di forza è, dunque, il database, che è ricco di soggetti altamente profilati.

Prestiamoci è invece una piattaforma che mutua buona parte delle sue dinamiche dalla realtà del crowdfunding. L’incontro tra finanziatori e finanziati si declina attraverso un meccanismo nel quale questi ultimi presentano il loro progetto, in modo da attirare gli investitori. Se il progetto piace a un prestatore, è possibile avviare il finanziamento.

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