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Azionisti Veneto Banca: sì alla trasformazione e alla quotazione in Borsa

Assemblea azionisti Veneto Banca 19 dicembre: al via la trasformazione in Spa

È stata sancita la trasformazione di Veneto Banca in Spa. Una decisione che è arrivata alle 15.24 del 19 dicembre, dopo sei ore di assemblea straordinaria che ha riunito a Volpago del Montello (Tv) circa 7 mila azionisti Veneto Banca.

Soci che hanno votato “sì” in modo massiccio non solo per la trasformazione in Spa, ma anche agli altri due punti fondamentali del piano per il salvataggio della banca ossia l’aumento di capitale e la quotazione in Borsa. tutte le tre mozioni sono passate con oltre il 97% dei voti a favore.

Veneto Banca è la seconda popolare a mettere in atto la trasformazione da cooperativa a società per azioni, prevista dalla riforma del governo Renzi, in vigore dalla fine di giugno.

Una trasformazione molto sofferta, che arriva dopo un anno e mezzo di ispezioni (sia della vigilanza che della Consob) e indagini della Guardia di Finanza. Un quadro disastroso cui si aggiungono una maxi perdita da 770 milioni in soli 9 mesi e le dimissioni del presidente Favotto, seguite da quelle del suo vice.

La Bce fa pressione sugli azionisti di Veneto Banca

Fattori che hanno demoralizzato buona parte degli azionisti, e che hanno fatto temere fino all’ultimo che in assemblea potesse vincere il fronte del “no”, scelta che avrebbe portato quasi certamente a un commissariamento dell’istituto. Lo confermano le pressioni della Bce, che ha giocato un ruolo decisivo nell’accelerazione degli eventi.

In una lettera inviata all’inizio di dicembre, la Banca centrale dichiarava che Veneto Banca non rispetta i parametri imposti da Marzo del 2015, e che se in assemblea non fossero passati tutti i tre punti previsti per il piano di salvataggio, sarebbe stata necessaria “l’attuazione di azioni di vigilanza risolutorie”.

Azionisti Veneto Banca, “sì” al salvataggio della banca, ma i soci chiedono chiarezza

Da qui gli appelli del presidente Pierluigi Bolla e dell’amministratore delegato Cristiano Carrus che hanno convinto i soci della bontà della decisione di mettere in pratica il piano di salvataggio e delle sue potenzialità.

“Non abbiamo alternative” ha dichiarato Carrus, spiegando però che la trasformazione in Spa non deve essere vista come un danno, ma come un’opportunità che permetterà alla popolare di tornare a fare utili. “Abbiamo i numeri e la capacità di resistere” ha sentenziato.

Tuttavia non si può negare che Veneto Banca sia in una situazione critica: attualmente il rapporto costi-ricavi è dell’80%, e in tre anni l’istituto ha accumulato “perdite sui crediti per il 30% in più rispetto all’intero sistema”.

Sebbene la relazione di Carrus abbia convinto la platea degli azionisti Veneto Banca, i soci da parte loro chiedono trasparenza e chiarezza per i passaggi futuri, e un serio impegno per quanto riguarda l’azione di responsabilità nei confronti di chi ha gestito male la Banca.

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