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Cassa Depositi e Prestiti: il 2015 si chiude in rosso

Il 2015 si chiude con un rosso di 900 milioni di euro per la Cassa Depositi e Prestiti, che è in attesa di concretizzare la partecipazione al fondo Atlante, operazione che ha come principale finalità il sostegno alle banche italiane attraverso investimenti negli aumenti di capitale come richiesto dalla Banca Centrale Europea.

Da 2,7 miliardi di profitti ai conti in rosso

Il rosso del 2015 di Cassa Depositi e Prestiti è un dato che fa senza dubbio riflettere, soprattutto se si confronta con il risultato dell’anno precedente, che si è chiuso con profitti pari a 2,7 miliardi di euro per la società che ha in mano una fetta consistente dei risparmi degli italiani.

Ma a cosa è dovuto il segno meno con cui è stato chiuso l’anno 2015? Secondo quanto affermato in una nota ufficiale, la perdita ha come principale causa i risultati di esercizio di Eni.

Il risultato con cui è stato chiuso il 2015 non è l’unico numero di Cassa Depositi e Prestiti che deve far pensare i risparmiatori. Ci sono infatti anche altri segni meno, che riguardano nello specifico il patrimonio netto e l’attivo, che hanno perso rispettivamente il 4 e l’1%.

Un calo è stato registrato anche per quanto riguarda la liquidità, che ha perso 6 punti percentuali rispetto al 2014.

Assemblea degli azionisti il 25 maggio

I dati della Cassa Depositi e Prestiti sono chiaramente negativi e questo tema verrà affrontato senza dubbio il prossimo 25 maggio, quando si terrà l’assemblea degli azionisti che approverà i conti dell’ultimo esercizio.

Per inquadrare i dettagli di una situazione senza dubbio difficile è fondamentale analizzare la già ricordata nota, che ricorda come il rosso sia dovuto a una perdita nel bilancio di esercizio 2015 di Eni quantificabile attorno agli 8,8 miliardi di euro.

Un’omissione rilevante nella nota riguarda però il fatto che la Cassa Depositi e Prestiti si basa sui dividendi delle aziende partecipate per mantenere una sostenibilità finanziaria a lungo termine.

Quotazioni greggio: come potrebbero influire sui risultati di CDP

I prossimi risultati di Cassa Depositi e Prestiti sono legati alle quotazioni del greggio. Se nel 2016 non dovesse essere possibile registrare un miglioramento, dalla Cassa Depositi e Prestiti a fine anno arriverebbero a mancare ben 150 milioni di euro, il valore di cedole relative proprio all’attività di Eni.

La prossima entrata del gruppo CDP nel fondo Atlante rende la situazione generale ancora più delicata, considerando anche che la Cassa Depositi e Prestiti costituisce uno dei principali strumenti in mano al Governo per quanto riguarda il contrasto della crisi finanziaria (si sta non a caso studiando la cessione a CDP del pacchetto azionario di Poste Italiane).

Quest’ultima operazione non è però stata accolta con favore dagli analisti, che la considerano solo una strategia per fare cassa.