Il sito inpdap-prestiti.it non è in alcun modo collegato ad INPS ed INPDAP, è solo un blog informativo NON ufficiale dedicato ai dipendenti ed ex dipendenti ora pensionati pubblici.

Cosa sono i prestiti con delega 2024? Ecco cosa sapere

Cosa sono i prestiti con delegazione di pagamento 2024

prestiti con delega sono prodotti di accesso al credito riservati a clienti con un contratto di lavoro dipendente nell’ambito pubblico e nel privato. Si tratta di un finanziamento con piano di ammortamento rateale dedicato ai lavoratori dipendenti da rimborsare attraverso rate trattenute direttamente dalla retribuzione mensile.

La decurtazione avviene ad opera del datore di lavoro del beneficiario che si occupa anche di versare la somma alla banca o finanziaria che concede il finanziamento. Ai fini dell’accesso al credito è fondamentale che il richiedente conferisca al proprio datore di lavoro un mandato irrevocabile. Documento con il quale lo autorizza a decurtare e versare la rata mensile del prestito con delega.

Come funzionano

Come funzionano i prestiti con delegazione di pagamento? Da ricordare prima di tutto è che il rimborso delle somme richieste dal cliente avviene tramite trattenuta a monte sulla retribuzione mensile.

A livello tecnico è possibile definire il prestito delega come una seconda cessione del quinto. La sua erogazione è subordinata all’approvazione da parte del datore di lavoro privato o dell’Ente pubblico presso il quale il cliente lavora.

Il ruolo del datore di lavoro

Capire cosa sono i prestiti con delega significa considerare anche casi specifici come il rifiuto da parte del datore di lavoro.

Questa eventualità è possibile? Certamente sì. A differenza di quanto accade con la cessione del quinto si tratta di una situazione che si può verificare, almeno per i dipendenti privati. Nel caso delle richieste di prestito con delega che arrivano da dipendenti statali è bene ricordare che esistono specifiche convenzione tra le singole amministrazioni e gli istituti di credito che erogano i finanziamenti.

Le società con partecipazione maggioritaria da parte dello Stato e le Amministrazioni parastatali invece adottano una politica diversa. Consentendo ai propri lavoratori di sottoscrivere prestiti con delega anche se con la banca o finanziaria prescelta non vi è alcuna convenzione.

Nel caso delle richieste di prestito con delega presentate da dipendenti privati è necessario prendere in esame anche l’entità del TFR accantonato nel corso della carriera lavorativa.

La rata

Fondamentale per avere le idee chiare sulle caratteristiche dei prestiti delega è anche l’ammontare massimo della rata mensile che può essere decurtata dallo stipendio del richiedente.

In questo caso si parla di una somma che non può superare la quinta parte della busta paga. Sommando la cifra ricevuta con il prestito contro cessione del quinto dello stipendio e quella legata al prestito con delega non si deve superare il 40% dello stipendio mensile del dipendente.

La richiesta del prestito con delega può coesistere con altre trattenute sulla busta paga, a patto che il peso complessivo delle suddette non superi il 50% dello stipendio netto. Risulta automatico ricordare che l’erogazione del prestito con delega è subordinata a un’analisi della situazione delle trattenute sullo stipendio mensile del cliente.

Cosa succede in caso di licenziamento

Ultimo punto da approfondire per inquadrare al meglio le peculiarità dei prestiti con delega è il caso del dipendente che si licenzia quando ha un piano di ammortamento con doppio quinto in corso. Cosa succede in queste eventualità? Che l’azienda o l’Ente pubblico ha la facoltà di trattenere il TFR maturato dal lavoratore fino al momento della richiesta di licenziamento.

Esiste anche la possibilità di giungere a un accordo sulla riformulazione del piano di ammortamento per il rimborso del debito residuo. Concludiamo ricordando che il prestito con delega può essere rinnovato ma solo dopo aver estinto la cifra precedentemente richiesta.

Differenze tra cessione del quinto e delega di pagamento

Sebbene vi siano diversi fattori che le differenziano, cessione del quinto e prestito con delegazione di pagamento sono due prodotti che si assomigliano molto. In entrambi i casi infatti la rata mensile viene detratta dallo stipendio del beneficiario ad opera del datore di lavoro.

Non solo. Sia i prestiti su cessione del quinto che quelli con delega possono durare al massimo 120 mesi, il tasso d’interesse è fisso e le rate mensili hanno importo costante.

Per quanto riguarda invece la normativa di riferimento, la cessione del quinto è regolata dall’articolo 1260 del Codice Civile e dal DRP 180/1950 mentre per i prestiti delega vanno presi in considerazione l’articolo 1269 del C.C. e il DPR 180/1950. Passiamo quindi alla questione delle differenze.

La prima cosa da dire quando si esaminano le differenze tra prestiti con delega e prestiti contro cessione del quinto dello stipendio è che i finanziamenti su cessione del quinto sono accessibili anche ai pensionati, mentre quelli con delegazione di pagamento si rivolgono esclusivamente ai lavoratori dipendenti.

Un’altra importante differenza è rappresentata dal fatto che la cessione del quinto è obbligatoria per il terzo ceduto (datore di lavoro o ente previdenziale che eroga la pensione). Soggetto a cui la cessione viene solo comunicata.

Nei prestiti con delegazione di pagamento invece il datore di lavoro del beneficiario non si obbliga verso i creditore, ma ha solo il compito di rimborsare le rate di ammortamento.

Indice contenuti