Il sito inpdap-prestiti.it non è in alcun modo collegato ad INPS ed INPDAP, è solo un blog informativo NON ufficiale dedicato ai dipendenti ed ex dipendenti ora pensionati pubblici.

Perché si richiedono prestiti in Italia: al primo posto c’è l’acquisto dell’auto

Prestiti personali, nel 2017 oltre il 30% delle richieste per acquistare automobili

Il mercato prestiti in Italia ha registrato nei primi 9 mesi del 2017 una crescita pari al 9,4%. Si tratta di un settore trainato principalmente dai prestiti personali, per i quali si registra un incremento del +14,6%.

Stando ai dati resi noti dall’Osservatorio sul Credito al Dettaglio condotto da Crif,  Prometeia e Assonni gli italiani hanno ricominciato a spendere. Ma come sono stati spesi i denari concessi con i prestiti? Una ricerca di Gfk e dell’Associazione Italiana Credito al Consumo e Immobiliare ci fornisce un quadro preciso in proposito.

Al primo posto troviamo l’acquisto di auto, che rappresenta la finalità per cui il 34% dei consumatori ha richiesto una linea di credito. Di questi il 18% ha scelto di rivolgersi al mercato delle auto usate, il rimanente 16% invece ha preferito acquistare veicoli nuovi.

Richieste di prestiti per elettrodomestici e spese mediche

Dopo l’acquisto dell’auto, il consumatore che si rivolge a banche o finanziarie per ottenere un prestito lo fa per comprare elettrodomestici e per sostenere spese mediche. Nello specifico, sempre in base ai dati forniti da Assofin, elettrodomestici ed elettronica sono stati acquistati dal 16% degli italiani che hanno richiesto prestiti nel 2017.

Seguono i prestiti in Italia richiesti per la ristrutturazione della casa e gli interventi di efficientamento energetico, che complessivamente rappresentano il 15%. Elevata anche la percentuale dei prestiti per spese dentistiche e mediche, che si attestano al 12%.

Più bassa la percentuale degli italiani che ricorrono ai prestiti per finanziare lo studio dei figli, il 5 per centro.Di seguito troviamo i prestiti finalizzati all’acquisto di motocicli e ciclomotori (3%) e quelli che sono stati richiesti per sostenere i costi relativi all’investimento in azienda (2%).

Il dato finale è quello che riguarda il consolidamento debiti, ossia che vengono richiesti per affrontare i finanziamenti già in corso e riunirli in un solo prestito.