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Come risparmiare sugli interessi grazie al prestito Inpdap per insegnanti

Cosa sapere sui prestiti Inpdap per insegnanti di ruolo

Affrontare una spesa improvvisa, aiutare un figlio nella realizzazione di un progetto, acquistare un bene indispensabile. Sono molte le ragioni per cui un prestito Inpdap per insegnanti diventa necessario.

A differenza dei comuni prestiti dedicati agli insegnanti, assicura condizioni vantaggiose e l’affidabilità che solo l’Istituto nazionale di previdenza può vantare. Si tratta infatti di un finanziamento che rientra nell’ambito dei prestiti Inps Gestione Assistenza Magistrale, linee di credito dedicate agli insegnanti.

Presti Inpdap per insegnanti a tempo indeterminato 2020

Solitamente prima di concedere un finanziamento, anche se di piccolo importo, banche e società finanziarie richiedono la presentazione di garanzie reddituali e reali, come diritti di pegno o di ipoteca sulla casa di proprietà.

E a fronte di tante garanzie non sempre i tassi di interesse sono vantaggiosi. Capita infatti che per una richiesta di poche migliaia di euro le banche applichino tassi anche oltre il 5%.

Questo non accade con il prestito Inpdap per insegnanti 2020, che prevedono un tasso di interesse dell’1,50%. Agli interessi vengono sommate poi le spese di amministrazione, pari all’1% dell’importo lordo del prestito. Tutte queste somme sono trattenute anticipatamente sull’importo del finanziamento.

La somma erogabile è pari a due mensilità di stipendio in godimento al momento della domanda, da rimborsare con un piano di ammortamento a rate mensili con durata biennale.

In quanto ai requisiti, hanno accesso al prestito Inpdap per insegnanti esclusivamente gli insegnanti e i direttori scolastici assunti a tempo indeterminato presso scuole statali primarie e dell’infanzia. Ai fini dell’accesso al credito, è necessario che al richiedente non manchino più di due anni al collocamento a riposo.

L’erogazione è possibile solo a condizione che il finanziamento sia richiesto per una delle motivazioni previste dall’Inps. Tra queste figurano: la nascita o l’adozione di un figlio, il matrimonio del richiedente o di un figlio, l’acquisto della casa di residenza e l’acquisto di un’auto.