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Cosa sapere sui prestiti Inpdap ristrutturazione prima casa a condizioni agevolate

Finanziamenti agevolati per ristrutturazione prima casa per dipendenti pubblici

Cambiare gli infissi, adottare misure per aumentare l’efficienza energetica, ridipingere le pareti. Sono solo alcuni degli interventi che periodicamente una casa richiede e per i quali sempre più italiani scelgono di richiedere un finanziamento. L’offerta di finanziamenti per ristrutturare casa è molto ampia e tra le offerte più vantaggiose troviamo prestiti Inpdap ristrutturazione prima casa.

Stiamo parlando di finanziamenti a tassi di interesse agevolato erogati dall’Inps tramite la Gestione Dipendenti Pubblici, ufficio che dal 2012 provvede all’erogazione dei finanziamenti ex Inpdap.

In particolare, i prestiti Inpdap ristrutturazione prima casa rientrano nella categoria dei prestiti pluriennali. Linee di credito che sono concesse esclusivamente per le finalità ammesse da un apposito regolamento. Tra quelle previste troviamo appunto la ristrutturazione della casa. Vediamo quindi nel dettaglio quali sono le caratteristiche dei prestiti Inpdap per la ristrutturazione della prima casa.

Prestiti per ristrutturazione casa Inpdap 2019: tasso e documentazione

I prestiti Inpdap per la ristrutturazione della prima casa sono accessibili esclusivamente a dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (Fondo Credito Inps).

Il finanziamento ha una durata decennale e prevede un tasso di interesse del 3,5%. La somma massima erogabile è fissata a 100 mila euro. Le rate hanno cadenza mensile e il rimborso avviene tramite cessione del quinto.

Il prestito è concesso per finanziare interventi di restauro e risanamento conservativo, manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia. Ai fini dell’accesso al credito tali opere devono obbligatoriamente riferirsi alla casa di proprietà del richiedente.

Alla domanda di finanziamento vanno allegati i seguenti documenti.

  • Autocertificazione dello stato di famiglia;
  • Documentazione attestante la proprietà della casa;
  • Dichiarazione del direttore dei lavori attestante che i lavori sono in corso;
  • Computo metrico estimativo redatto ad un professionista iscritto all’apposito albo o da un’impresa edile su carta intestata;
  • Segnalazione certificata di inizio attività, denuncia di inizio lavori o permesso di costruire, solo se richiesti.